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Informatica per le scienze umane - Introduzione

I suppose it is tempting, if the only tool you have is a hammer, to treat everything as if it were a nail.[1]

È difficile, specie nell'ambito di una disciplina di formazione relativamente recente e declinata in modi tanto vari, presentare gli aspetti fondamentali di questo libro, che è frutto da un lato della mia esperienza di insegnamento universitario, dall'altro della mia attività di ricerca come filologo e programmatore, e di creazione di sistemi software destinati sia ad applicazioni accademiche che commerciali. E' forse più agevole premettere anzitutto cosa questo libro non è: non è un manuale pratico per gli utenti del computer, o per i principianti di una qualche tecnologia; non è un catalogo di risorse reperibili per gli umanisti interessati all'uso dell'informatica come strumento di lavoro; non è una introduzione teorica o una generica riflessione sull'informatica né tanto meno una sua storia.

Benché qualsiasi di questi approcci abbia la sua importanza e validità, e siano variamente rappresentati in quanto va sotto la generica etichetta di informatica umanistica, personalmente ritengo più vantaggioso per gli studenti di letteratura, storia, archeologia, linguistica etc. un insegnamento capace di fornire loro una almeno essenziale consapevolezza degli strumenti oggi disponibili per condurre le proprie ricerche ciascuno nel suo settore avvalendosi delle nuove prospettive che l'informatica offre, pubblicarne i risultati sulla scena globale, e collaborare attivamente con altri progetti.

Non sarebbe naturalmente possibile né pertinente presentare l’equivalente di corsi di formazione tecnica su una specifica tecnologia o linguaggio di programmazione a un pubblico di studenti che non ha né gli strumenti né l’interesse per aspetti tanto specialistici, e proprio anzi l’estrema specializzazione in ogni settore renderebbe peraltro vano un simile tentativo: l’umanista farà ovviamente anzitutto l’umanista, e il programmatore il programmatore. Questo però non significa che l’uno non debba avere una almeno essenziale consapevolezza degli strumenti e dei metodi dell’altro, nella misura in cui si desideri una loro collaborazione ai fini di realizzare nuovi progetti umanistici basati sugli apporti potenzialmente rivoluzionari dell’informatica. A nessun guidatore di automobile si richiede di saper costruire un motore, ma a tutti è utile conoscere i principi essenziali del suo funzionamento, se non altro per consentire una guida più consapevole e sicura. Allo stesso modo, è difficile pensare che oggigiorno un umanista che intenda avvalersi di strumenti informatici possa rimanere confinato nel proprio settore di specializzazione al punto da ignorare completamente quali essi siano, su quali principi si basino, che vantaggi e limiti presentino, come si possano integrare fra loro, etc. Qualsiasi grande progetto di ricerca in questo ambito non può naturalmente che essere un lavoro di squadra, dove ogni specialista porta le sue competenze; ma un puro umanista e un puro ingegnere difficilmente potranno dialogare in modo davvero efficace e costruttivo senza che l’uno abbia almeno un’idea delle problematiche, dei metodi e degli scopi dell’altro. Si tratta di una verità di cui è facile far esperienza affrontando un qualsiasi progetto di questo tipo, e proprio di queste esperienze nel mio duplice ruolo di filologo classico e di programmatore e consulente informatico ho cercato di far tesoro nel proporre questa mia interpretazione dell’informatica umanistica a un pubblico formato anzitutto da allievi di corsi di filologia greca e latina. Benché l’impronta di questa origine sia avvertibile in molte parti del libro, ho cercato di escluderne tutto quanto risultasse troppo specialistico non solo sul piano tecnico ma anche su quello filologico, sicché molti altri argomenti di cui avrei amato trattare, come ad esempio sistemi esperti di analisi metrica o linguistica, sono rimasti volutamente fuori e non solo per motivi di economia. In effetti, in nessuna sezione del libro viene mai introdotto un termine tecnico meno che banale che non riceva una qualche preliminare definizione, sia esso appartenente all’ambito informatico o umanistico, e per la prima casistica, che è senza dubbio quella predominante, un apposito indice dei principali termini tecnici qui utilizzati si troverà in appendice, col rimando alla pagina in cui ciascuno viene trattato per la prima volta. Questo consente in certa misura anche una lettura non sequenziale e integrale del libro, che riflette naturalmente anche le esigenze pratiche della didattica, dato che il lettore può comunque trovare i riferimenti alle sole pagine necessarie a comprendere un aspetto tecnico a lui non noto.

Bibliografia

Sempre nell’ambito della descrizione per via negativa dei contenuti di questo libro, un cenno merita poi anche la bibliografia, o meglio la sua quasi assenza, che ha molteplici giustificazioni: in primo luogo, la natura particolare del libro rende ardua una selezione didatticamente utile, nella misura in cui sarebbe fuori luogo citare sia letteratura propriamente tecnica, troppo difficile e dettagliata, che introduzioni generiche o manualistica ‘spicciola’, troppo lontane dagli scopi del libro stesso. Inoltre, in un campo come quello qui trattato, dove l’informatica non viene considerata in termini generali ma proprio nella sua applicazione per mezzo di alcune specifiche tecnologie, la letteratura sia a stampa che disponibile online risulta tanto enorme, volatile e soggetta a rapidissimo invecchiamento che fissarla sulla carta produrrebbe solo una selva di pagine destinate a divenire per lo più inutili nel giro di pochi mesi. Piuttosto, riferimenti bibliografici si troveranno solo per indicazioni puntuali in nota, o in fondo ai capitoli della prima parte, limitatamente a testi di riferimento giudicati utili o divenuti classici, o semplicemente a quelli con cui un dato capitolo ha in alcune sezioni contratto più debiti, benché tutti in realtà attingano a molteplici fonti, e in primo luogo alla mia esperienza; per lo più si tratta di testi in lingua inglese [2] , dotati di un certo equilibrio fra l’introduzione elementare e il manuale tecnico.

Parte 2